Abuso

So che è la mia mente
ad eseguirmi in copia,
notte dopo notte,
notte dopo notte.

Intanto che
la mia inconsistenza si
manifesta
in un gelido pianeta,
errante ai limiti esterni del
nessun-posto.

In orbita ellissoidale, privo
di una qualsiasi forma di vita
né passata, né
presente. Mi sento

una molla rotta,
una camera d’aria bucata,
una rivista dagli angoli consunti,
sfogliata
troppe volte
con gesti
annoiati e stanchi
in sale d’attesa,o
in gelidi androni;

uno specchio incrinato,
una lampadina fulminata,
un ingranaggio inceppato;

una
poesia venuta male, scritta
pensando a tutt’altro, parole
come cani ammaestrati.

Pie’ veloce, pie’ gonfio,
cuor di leone, occhio di lince –
sgarbato soffio
nel mugghiar della tempesta.

Ciò che resta di me
fissa, smarrito,
l’Universo che si scompone.


25 settembre 2001

Follow/like/share!

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *