103 ovest, 21 sud

Come un’armata da immolare per il bene di una strategia superiore
dispongo gli atomi della mia apparenza:
sottili schiere, disperse nell’etere urlante,
lì, per esser falciate dal Vettore entropico.

Senz’armi, solo una linea rossa
su una mappa di guerra.

Io, in sostanza un uomo,
aspetto l’esito della lotta
seduto sul cesso,
un quotidiano fra le mani,
cenere di sigaretta sulle cosce.

Chiudo gli occhi, traggo un sospiro lieve:
in cucina la caffettiera sibila e borbotta.

Mentre fuori
l’Universo erompe
in un sinistro cigolio.

Occhio non vede, cuore non duole.

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