Znapof

Nel fango fognario si muove
una vita protozoica, una creatura
senza colonna vertebrale nè ossa o cartilagini,
adatta solo a strisciare e lambire.

Una microscopica porzione di non-vuoto,
viluppo di aminoacidi
e enzimi di base.

Profusa essenza, si dibatte,
cerca dov’è più sicuro continuare
a dibattersi
intanto che il tempo si disperde
come pioggia da una grondaia bucata.

Sugli scaffali s’impolverano orologi fermi
tra le molecole dell’aria
– irrespirabile, ferma.
Spettrale l’eco di un ticchettio, ma forse
è solo un cuore che batte.

Come se bastasse invitare ospiti alla tua tavola
così da poter esibire l’abito fatto su misura
e saper centellinare un calice di
(epì oinopa ponton)
vino d’annata, abile nel sezionare
pernici e daini con l’abilità di un chirurgo
e parlare di bertold brecht e di rosa louxemburg,
ineccepibile nell’orchestrare conversazioni e giochi,
accennando persino un passo di danza,
oh, così tres appasioneè.

Simulare commozione di fronte
a les medmoiselles d’avignon
e applaudire entusiasta zubin metha
e……………………………………………….
ma
(ma)
ma
rimanere sempre una bestia,
una bestia infingarda
disposta a tollerare la presenza altrui
purchè sazia di attenzioni e lusinghe;
allora felice di far cuccia tra divani e canapè
indaffarata a rendere illimitata
la tua transitorietà,
impermanente nella propria vana natura.

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