Inaudita

Eliminazione con pregiudizio estremo –
un verdetto conclusivo, in ogni caso
prudente; e
il superfluo, a conti fatti,
scompare.

E con esso
ciò che più si lega alla frenesia della carne –
quell’istinto primario, quel fuoco
che brucia e non consuma
(che brucia e non consuma)

Penso,
e mentre penso la osservo:
ha il collo di una giovane Nefertari
da circondare di baci di resa.

Sotto l’esile velo dell’apparenza
(La sento! Batte proprio come un cuore!)
vibra un’anima
ammaliante e tenera.

Conclusione:
la sudicia ingerenza
delle mie umane brame mi allontana
dal suo spirito indomito :

poiché lei benedice il suolo che calpesta
ed io, soltanto sfiorandolo, lo faccio melma
scivolosa e bieca –
come può esserci unione?

Oh, ci sarà, ci sarà—–

Io finisco senza sosta
(l’ottusa insistenza di un ingranaggio inceppato)
a cercare minuzie d’eternità
sulla riva del mare,
curvo e malfermo,
il volto
losco, malinconico;

lei,
rapita dal vento che le smuove i capelli,
redime il tempo con battiti d’ali nere:
terra al cielo
mare alla terra
cielo al mare…

Ah, quanto spazio c’è nei palmi delle sue mani!

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