Marzo

Del cielo, oggi, non mi fido:
nubi color del gesso umido
piatte alla base, vaporose in cima,
fanno promesse di pioggia e vento.
Così ci affrettiamo sotto un porticato
dove trovano riparo gli ultimi raggi del sole
e drappeggi d’ombra.

Un tuono lacera il silenzio della piazza deserta.

La musica metallica di un organetto meccanico ci tiene compagnia,
mentre aspettiamo, in silenzio,
che inizi a piovere.
Ma il cielo sembra aver deciso di trattenere un pò più a lungo
il suo pianto.

Sul mare, in direzione delle Cinque Terre, un rullo di tuoni,
poi il silenzio.
L’organetto riprende da capo la sua canzone inceppata.

E io mi sento come il suo rullo dentato,
che s’adatta ai fogli forati:
come lui eseguo sempre le solite melodie.

Lei, mentre io parlo di niente e di nessuno,
annuisce con lo sguardo perso nella luce livida e spenta,
in un gesto di gentile indifferenza.
O Dio, perché non piove?

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