Apocalisse

Pose se stesso
appresso l’incrocio di due sentieri,
guardiano assorto,
di folle biancore
i tratti del volto pervasi;

si sottrasse alla vista nell’ombre della selva
(oscura e dura)
indifferente alla puntura dei rovi
e al morso di insetti e serpenti,
a malapena cosciente
della necrosi in atto.

Poi, molto tempo dopo (le città degli uomini
erano cumuli di macerie frantumate),
levò lo sguardo all’universo infinito:
constatò che nulla era cambiato
e tornò dunque a guatar il passo.

Che ormai altro non era
che un’idea futile e morta
di polvere e nebbia.

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