Aria di maggio

Ricomponimi,
vento adusto del maggio perverso, risvegliami
da questo sonno d’umidi sogni,
fa ch’io esca dal guscio che m’intrappola,
fuori – nell’aria che sa di stelle
e rosmarino in fiore.

Un nuovo ciclo di morte e rinascita:
la braccia torneranno al torso, così le gambe
e il sangue riprenderà l’antico corso inebriante
e la mia mente tornerà ad essere come l’acciaio di questa penna
e l’arte mia
non sarà più vile e meschina.

Perchè sono stanco d’avere sempre lo sguardo
conficcato in uno specchio.

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