Ars predatoria

La tua pietà, dissimulata da un certo
bon-coeur, mi offende.

Mi sfiori i capelli, dici :
“Oh tu sei una persona davvero speciale!”
(Poverino,
oh poverino)
e io non ho la forza di reagire,
ostaggio unico e sacrificabile del tuo
non-amore.
Sei gentile,
e indulgente, una mantide dalle labbra di miele:
nascondi a stento il famelico palpito del predatore.

Di certo c’è ben poco, e nessuno,
che non ti possa appartenere.

Oh, hai uno sguardo del tutto innocente, a tratti
arrendevole,
del genere beh-non-è-colpa-mia-perdonami.

Tutto in te è dimesso, riservato, quieto:
la tua voce è sempre ben modulata,
la mimica dei tuoi gesti è ben misurata
(quando cammini hai il passo inesistente di un angelo.)

Ma quando vuoi ferire, squarci e sangue
non si contano !

In ciò, assai più che in amore,
sei perfetta ed efficace.

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